The Cloud
Arkadi Zaides (FR/BLR)
© Giuseppe Follacchio
Spettacolo
12 - 13 maggio
Lun. 12, ore 19:30
Mar. 13, ore 21:00
Fabbrica del Vapore
Cattedrale
The Cloud esplora i fenomeni naturali/artificiali delle nuvole e la loro complessa relazione materiale e simbolica con l’azione umana. È un’indagine sulla nube tossica che il reattore di Chernobyl ha sparso nell’aria, ma anche sui dati fluttuanti nella nuvola che alimenta l’intelligenza artificiale. Qual è la singolarità del corpo umano in questo improbabile ma inevitabile punto di convergenza tra le due nuvole? Dove si collocano la fragilità intrinseca del corpo e la sua resilienza postumana?
Zaides riflette su come molti aspetti delle nuove tecnologie, così come delle nuvole in natura, sfuggano alla nostra piena comprensione, evidenziando in particolare la natura ambigua ed espansiva dell’intelligenza artificiale. Sul palco, le artiste e gli artisti si muovono in un assetto intrigante e potente che fonde video, materiali d’archivio, suono, illuminazione, testo e movimento esaminando criticamente il potenziale di collasso globale nell’era dell’Antropocene. The Cloud offre un’inaspettata ibridazione tra gli aspetti documentari e fantasmatici delle sue tematiche e del suo dispositivo: dimostrare ciò che vuole considerare, e considerare ciò che vuole dimostrare, nel tempo reale della rappresentazione scenica.
► A fine replica di lunedì 12 maggio si terrà l’incontro con la compagnia a cura di Stratagemmi, con l’intervento di Attilio Nicoli Cristiani (Teatro delle Moire). Moderano Francesca Serrazanetti e Camilla Lietti.
coreografia e regia Arkadi Zaides, drammaturgia Igor Dobricic, sviluppo IA e suono Axel Chemla-Romeu-Santos, direttore della fotografia Artur Castro Freire, performer Arkadi Zaides, Misha Demoustier/ Roger Sala Reyner, Axel Chemla-Romeu-Santos, in scena a Milano Arkadi Zaides, Misha Demoustier, light design Jan Mergaert, direzione tecnica Etienne Exbrayat, produttore esecutivo laGeste (BE), amministrazione e produzione Simge Gücük / Institut des Croisements, co-produzione Montpellier Danse (FR), Charleroi Danse (BE), Maison de la Danse (FR), Mousonturm (DE), CAMPO (BE), sostegno alla residenza PACT Zollverein (DE), Orbita | Spellbound National Production Center for Dance (IT), Dialoghi / Villa Manin, CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia (IT), ricerca iniziale condotta nell’ambito di SoundImageCulture (SIC), con il sostegno di Wallonia-Brussels Federation and VAF – Vlaams Audiovisueel Fund, TMU New York (USA), The Ministry of Culture of France / Directorate General for Artistic Creation (FR), City of Ghent, Flemish Authorities and the Belgian Federal Government’s Tax Shelter measure through Flanders Tax Shelter (BE), residenza A.R.T. research program at La Comédie de Valence, CDN (FR), distribuzione internazionale Something Great
foto Giuseppe Follacchio
Info
80 min
In inglese con sopratitoli in italiano
Biglietti
BIGLIETTO BLU/spettacoli
INTERO 15,00 €
RIDOTTO OVER 65 13,00 €
RIDOTTO Studenti/Under26 10,00 €
CONVENZIONI 8,00/13,00 €
Accessibilità
1. Adatto a un pubblico adulto a partire dai 16 anni.
2. Evento accessibile a persone a mobilità ridotta.
3. Durante lo spettacolo verranno utilizzate luci stroboscopiche.
Arkadi Zaides nasce in Bielorussia. Emigra in Israele con la sua famiglia all’età di 11 anni e attualmente vive e lavora in Francia. La sua compagnia, Institut des Croisements, ha sede in Francia dal 2015. In Israele ha danzato con la Batsheva Dance Company e la Yasmeen Godder Dance Group prima di intraprendere una carriera indipendente nel 2004. Il suo lavoro si concentra sull’impatto dei diversi contesti politici e sociali sul corpo e sulla dimensione coreografica – in senso lato – di questi contesti. Da diversi anni, la pratica artistica di Arkadi Zaides adotta un approccio documentaristico, una sorta di “coreografia documentaria” in riferimento al teatro documentario. I suoi spettacoli e le sue opere visive sono stati presentati in numerosi festival di danza e teatro, musei e gallerie in Europa, Nord e Sud America e Asia. Ha ricevuto il Premio Émile Zola per le arti dello spettacolo per il suo impegno a favore dei diritti umani nel suo spettacolo Archive (2013) e il Premio Kurt Jooss per il suo spettacolo Solo Colores (2010).