Theatre Arts Media Festival
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Shereen Abedalkareem (PSE) The Face of the City

Accademia di Belle Arti di Brera

«Attivare l’immagine è il modo migliore per combattere l’oblio: i suoni raccolti costituiscono una memoria del luogo che permette allo spettatore di navigare attraverso il tempo e lo spazio.» Shereen Abedalkareem

 

Attraverso archivi sonori, manipolazioni visive e la stratificazione di fotografie e video, Abedalkareem restituisce Gaza come spazio abitato, vissuto, condiviso: una città fatta di gesti quotidiani, voci e relazioni umane, sottratta alla mediazione esclusiva delle immagini di guerra. Il lavoro, che unisce architettura, arti visive e filmmaking, costruisce un’esperienza sensoriale della città come luogo del convivere: tangibile, molteplice, irriducibile alla sua distruzione.

 

Il programma comprende una mostra immersiva animata da un programma pubblico di lecture performances, reading groups e proiezioni che si svolgeranno durante le giornate del festival.

 

► Durante l’opening del 3 maggio alle ore 18.30 si terrà il collegamento in diretta da Gaza con l’artista Shereen Abedalkareem

 

► 11 maggio  ore 20:00 Noura Tafeche, The Zionverse, lecture performance
The Zionverse svela un ecosistema digitale in cui la propaganda diffusa dagli utenti e dalle istituzioni, la negazione del genocidio e le manovre elusive vengono normalizzate, diffuse e trasformate in contenuti virali e autoincriminanti. L’opera illustra come i giovani e i soldati “israeliani” partecipino a queste dinamiche, mentre le piattaforme dei social media le amplificano e favoriscono un’ impunità sistematica.

 

The Face of the City è parte del progetto Grandi Sogni (Ahlam) — Contemporary Cultures from Palestine to Milan a cura di Yasmin Aljarba, promosso dall’Accademia di Belle Arti di Brera in collaborazione con BASE Milano, Casa degli Artisti e LIFE Festival. Un calendario di mostre, lecture performance e screening dedicati alle culture visive e materiali contemporanee della Palestina, per attivare un esercizio di memoria individuale e collettiva nel contesto della geopolitica globale.

Progetto JERUS-IT-ARTS Between Italy And Jerusalem: Retracing Music And Arts Networks, Enhancing Education And Promoting Cultural Heritage Preservation PNRR Accademia di Brera

Progetto ospitato grazie alla curatela di Yasmin Aljarba e realizzato in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Brera.

Ingresso gratuito senza prenotazione.

Adatto a un pubblico di tutte le età.
Evento accessibile a persone con mobilità ridotta.

Shereen Abedalkareem è un’artista multidisciplinare palestinese il cui lavoro unisce architettura, arti visive e filmmaking per esplorare questioni sociali attraverso la rappresentazione spaziale e visiva. Laureata in Architettura presso l’Università Islamica di Gaza (2019) e diplomata in Graphic Design (2020), sviluppa progetti che combinano pittura, scultura, installazioni e realtà virtuale, costruendo spazi concettuali immersivi dove materiali, memoria e media si intrecciano. La sua pratica artistica indaga la memoria vissuta e la ricostruzione di eventi e luoghi immaginati, sfumando i confini tra realtà e interpretazione artistica per stimolare il dialogo su identità, luogo ed esperienza umana. Shereen ha partecipato a mostre personali e collettive a Gaza, Oslo, Parigi, Londra, Berlino, Madrid e Tarragona; i suoi lavori sono stati esposti in istituzioni prestigiose come il Museo Reina Sofía. Tra i suoi riconoscimenti figurano il SAMAEHL Grant presso l’UKS (2025) e la selezione per Talent Latent Scan (2024). La sua ricerca unisce arte, architettura e nuove tecnologie per raccontare storie sociali e umane con un approccio immersivo e poetico.

 

Yasmine Al Jarba è un’artista visiva e curatrice palestinese, nata nel campo profughi di Al-Bureij nella Striscia di Gaza e attualmente residente a Milano. Ha partecipato a numerose mostre locali a Gaza e in Italia, oltre che a esposizioni internazionali. Ha conseguito il Master in Contemporary Art Markets presso la NABA – Nuova Accademia di Belle Arti di Milano, ampliando la sua pratica artistica e orientandola verso una ricerca visiva basata sull’esperienza personale e collettiva del popolo palestinese, segnata dal conflitto e dalla crisi umanitaria nella sua terra natale. La sua pratica interdisciplinare comprende pittura a olio e acrilico, muralismo, fotografia concettuale e video-arte, con un approccio di autoapprendimento continuo. Il lavoro di Al Jarba esplora memoria, trauma, identità e sradicamento, documentando visivamente l’esperienza palestinese dentro e fuori Gaza e indagando la presenza e l’assenza del corpo e della terra. Attraverso astrattismo, installazioni e media temporali, la sua arte diventa uno strumento di resistenza culturale, memoria storica e resilienza, trasformando esperienze di violenza politica e continuità storica in narrazioni visive potenti.

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